lunedì 23 luglio 2007

Sieti borgo antico, in un articolo di Giuseppe Maria Galliano

Artico pubblicato su Cronache del Mezzogiorno

Sono passati molti anni da quando sono stato per la prima volta alla manifestazione “Sieti Borgo Antico” e devo dire che l’aria che si respirava è cambiata .
Ricordo che nella mia prima visita scoprii un paese completamente mobilitato nel far rinascer il borgo.
Gran parte delle case, erano aperte per poter essere vistate dai turisti e gli abitanti facevano a gara per offrirti i loro prodotti tipici, dal pane fatto in casa, all’olio d’olive al vino ai dolci, ed era tutto gratis , cosa che poteva apparire starna, a chi era abituato ad andar per sagre, ma che risultava molto gratificante.

Anche i forni erano aperti e facevano delle ottime pizze condite con prodotti semplici e genuini. Ricordo con estremo piacere un cotile dove veniva servito un piatto a base di biscotto di grano bagnato e fagioli bolliti condito con dello stupendo olio d’oliva.
C’erano maniscalchi che sellavano i cavali , fuochi accesi, fiaccole e lucerne che illuminavano i vicoli e le stradine che si inerpicavano fino alle pendici del monte e si respiravano odori buoni ed antichi di un passato che riviveva.
Ma la sensazione più bella la vissi, quando , passando da un luogo illuminato da torce, passai ad un luogo privo di illuminazione:
La scoprii il cielo , le stelle e, da cittadino quale sono, scoprii cosa vuol dire un cielo stellato.
Qualcosa di magnifico incommensurabile, bellissimo.

Ricordo che era una serata limpida e chiarissima, ed allora compresi perfettamente perché tutte le civiltà passate fossereo state tanto influenzate dalla volta celeste notturna.
Tutto questo era “ Sieti borgo antico” che ricordavo, come ricordavo , anche gli autori di questa iniziative che erano i soci dell’ associazione che si chiamava “Gli amanti della natura e della cultura” di cui erano soci due personaggi che ho avuto il piacere d’incontrare e che mi spiegarono le motivazioni dei quella iniziativa.
Erano Gino Nobile e Salvatore Cingolo, entrambi entusiasti, come era entusiasta e collaborativi l’intero paese.
Oggi le cose sono completamente, cambiate si respira aria di cultura, di degustazioni guidate , di incontri tematici, di laboratori teatrali.

Ed allora si passa, della conferenza (sinceramente molto interessante) del professore Alessandro Romano sulla “ riscoperta del brigante “, non come comune malfattore, ma come eroe di una ribellione contro gli oppressori, soffocata nel sangue, alle varie postazione dove si possono assistere a presentazioni multimediali sulla nocciola o sull’olio d’oliva o sulla marmellata di cipolla.
Per poi arrivare a scoprire l’esistenza di un laboratorio teatrale permanete di cui ideatore e curatore è Mimmo Russo, da anni impegnato nella meritoria opere dalla diffusione dell’arte delle recitazione.
Non voglio esprimere un pare, non ne avrei le qualifiche, ma devo dire che sono restato un po’ deluso, soprattutto parlando con le persone del luogo che ormai non sentono più loro la manifestazione che mi è stato spiegato , oggi, è gestita dal comune.
Non voglio dire che il sindaco Rosario Dacunto , docente di sociologia del turismo alla Sapienza di Roma, non sia stato all’altezza del ruolo, anzi devo dire che il paese si è trasformato in un piccolo capolavoro d’architetture grazie al progetto “ Sieti paese albergo” ma qualche domanda me la porrei e, forse. cercherei di ascoltare maggiormente il parere degli elettori
Vedremo cosa succederà l’anno prossimo, per il momento dobbiamo accontentarci della cultura dimenticando il cielo stellato.

1 commento:

Utopia ha detto...
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